
Un giorno una mia anziana paziente, una professoressa, portatrice di un tumore molto avanzato, abbandona l’idea dell’eutanasia (non voleva essere di peso in famiglia) e decide per quanto gli resta da «vivere», di impegnarsi ad aiutare il nipote a fare la maturità. Un grande insegnamento: mettere vita nella vita che le restava.
La Psiconcologia è ormai una realtà all’ interno del sistema sanitario italiano, la strada per affermarsi è stata lunga e tortuosa, ma c’è ancora molto da fare. Negli anni ‘80 l’oncologia medica (la cura dei tumori) si stava affermando: una materia, prima negletta e poco considerata, stava diventando importante. Negli ospedali, dove, fino allora, il malato di cancro era considerato “partita persa”, avviato inesorabilmente verso la morte, bisognoso unicamente di cure sintomatiche, cominciavano a entrare nuove strategie terapeutiche che riuscivano anche a guarire.
È stato un evento all’insegna della solidarietà femminile, di un’alleanza speciale, quello che si è tenuto sabato 29 marzo a La Casa delle Donne, e nel quale si è affrontato, in maniera costruttiva e al contempo leggera, il tema delicato del cancro.
Il filo che aiuta le donne è un'occasione speciale per presentare gli ultimi lavori, realizzati a mano e nel rispetto dell'economia circolare,da tante donne, tutte animate dallo stesso spirito di partecipazione e condivisione. La solidarietà che si concretizza per affrontare insieme le sfide della malattia.
Abbiamo il piacere di condividere e riprodurre qui l'interessante articolo apparso sul Corriere della Sera in data 07.04.2024 redatto dal nostro Consigliere dott.Alberto Scanni.
"Si è passati dal Welfare State al Welfare Community, ove la maturità della popolazione decide di essere di sostegno all’attività assistenziale"
di Alberto Scanni*