
Presentazione de "Il filo di Arianna"
Un primo bilancio de ‘Il Filo di Arianna’ è stato il cuore dell’evento organizzato il 26 maggio scorso a Milano, nello spazio dedicato alla poetessa Alda Merini.
Qui, noi dell’associazione Go5 – per mano con le donne – insieme alle psicologhe dell’Istituto dei Tumori di Milano, abbiamo raccontato l’importanza del progetto dedicato alle pazienti con il tumore metastatico al seno.
Claudia Borreani, responsabile della struttura di psicologia dell’INT che con le dottoresse Luciana Murru e Sara Alfieri hanno coordinato il progetto, hanno messo in luce come la diagnosi di malattia metastatica non debba essere più considerata come ‘l’inizio della fine’, bensì l’inizio di un nuovo percorso di cura che richiede una riorganizzazione della propria esistenza in funzione di nuove priorità. Per questo è importante cercare di mantenere una condizione di benessere anche dal punto di vista psicologico.
Il Filo di Arianna – si concretizza in un ciclo di 8 incontri di gruppo a cadenza settimanale, sia in presenza sia via web, in cui psicologi, oncologi, terapisti del dolore, radioterapisti, nutrizionisti ed anche dermatologi ed esperti di make up, affiancano le donne – è stato studiato per “offrire – spiega Luciana Murru – “tutti gli strumenti per gestire lo stress legato soprattutto alla ricaduta nella malattia, aiutando ad attivare quei meccanismi di riparazione che ognuno di noi ha dentro di sè”.
“Il malato oncologico è un malato difficile, che ha paura di tutto, della malattia, del suo futuro e anche se e’ guarito ha paura di ricadere” – ci ha detto Alberto Scanni, presidente emerito del Collegio Primari Oncologi Ospedalieri e nel consiglio direttivo di Go5 – “Quindi queste iniziative sono molto importanti; la medicina, fondamentale sotto ogni aspetto, è carente pero’ di parole e di tempi. E sono proprio queste invece le cose di cui il paziente ha bisogno”.
L’evento si è concluso con la lettura da parte di due attrici del Cetec ( Centro Europeo Teatro e Carcere) di una toccante riflessione di un’ amica che ora non c’è più. E’ stato anche un’occasione per parlare di Go5 e della sua attività che si fonda sull’idea potente di finanziare progetti di aiuto alle donne malate coinvolgendo altre donne, in particolare le carcerate, che per motivi diversi anch’esse sono in difficoltà, creando e alimentando così un vero ‘Filo che unisce le Donne’, proprio come il nome del nuovo progetto di solidarietà femminile.
L’evento dello scorso 16 giugno “Summer & GO5 Friends” è stato un successo, grazie a tutte e tutti per aver partecipato. Dalle detenute del carcere femminile di Vigevano a GO5, in ringraziamento per l’opportunità data, riceviamo questo messaggio che con tanto piacere condividiamo con i nostri Amici e Associati. Queste parole di grande sentimento ci rendono orgogliosi per tutto il lavoro svolto insieme.
“Sentiamo la necessità di ringraziarvi, per l’opportunità che ci avete dato. È un gesto che avvicina, oltrepassa i muri. Il mondo esterno, si ricorda di noi, ci chiama e noi rispondiamo con disponibilità, perché abbiamo conosciuto il dolore, la sofferenza ci accompagna ogni giorno.
È stata per noi un’occasione per donare Amore e ricevere fiducia e speranza.
Sinceramente Grazie.”
Patrizia, Anna, Alda